La ricerca ha avuto un ruolo strategico all’interno di Dicolab. Cultura al digitale, contribuendo al miglioramento delle proposte formative e all’approfondimento dei temi legati alla trasformazione digitale del patrimonio culturale italiano.

In linea con il Piano Nazionale di Digitalizzazione (PND), le attività di ricerca hanno permesso di mettere a fuoco tendenze e scenari evolutivi di interesse per il settore culturale e per i suoi professionisti, al fine di costruire percorsi di approfondimento e formazione per contribuire al consolidamento delle competenze e alla diffusione di strumenti e metodologie di lavoro fortemente innovativi per il settore culturale.

Le azioni di ricerca

Ricerca IA e professioni culturali

La ricerca ha analizzato l’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi di lavoro e sulle competenze richieste nel settore culturale, con l’obiettivo di comprendere opportunità, criticità e prospettive di trasformazione legate all’adozione di strumenti digitali avanzati.

Nel corso delle attività sono stati approfonditi:

  • i principali ambiti di applicazione dell’IA nel settore culturale;
  • i cambiamenti nelle professionalità coinvolte;
  • le nuove esigenze formative emergenti;
  • le percezioni e i bisogni degli operatori.

Output della ricerca

Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale

La ricerca ha esplorato il ruolo delle tecnologie digitali durante le visite ai luoghi della cultura (in primis musei e parchi archeologici), analizzando strumenti, pratiche e modelli capaci di migliorare l’esperienza dei pubblici.

L’attività si è concentrata sull’utilizzo di tecnologie innovative per:

  • favorire l’accessibilità ai contenuti culturali;
  • sviluppare modalità di fruizione più immersive;
  • rafforzare il coinvolgimento dei visitatori.

Output della ricerca

Il nuovo pubblico del patrimonio e i nuovi mediatori

Questo articolo analizza il fenomeno della nuova mediazione culturale digitale, studiando art influencer, guide turistiche digitali, art sharers e artisti che reinterpretano il patrimonio online.

La ricerca mostra come questi mediatori possiedano competenze solide e producano contenuti originali più che commerciali, attingendo spesso a fonti scientifiche ufficiali. Le loro community sono eterogenee e intercettano pubblici difficili da raggiungere con i canali tradizionali.


Il rapporto propone indicazioni operative per favorire co-creazione e strategie digitali più efficaci e capire come le istituzioni culturali possano collaborare al meglio con queste professionalità.

Output della ricerca

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