Il progetto TRACCE è stato incentrato sullo studio dei pubblici digitali negli archivi secondo una prospettiva MAB (Musei, Archivi, Biblioteche). In particolare, sono state analizzate le esperienze di fruizione su due piattaforme: 9centRo, l’hub digitale del Polo del ‘900, e AMA Gramsci, chatbot sperimentale basato sull’intelligenza artificiale dedicato al patrimonio dell’Istituto Gramsci. Il progetto ha affrontato una duplice sfida: approfondire la conoscenza dei pubblici digitali e individuare possibili forme di convergenza tra le due esperienze. Lo studio ha esplorato motivazioni, aspettative e modalità di interazione degli utenti, mappando lo user journey per ottimizzare l’esperienza digitale e promuovere la convergenza tra musei, archivi e biblioteche.
Soggetti coinvolti
Fondazione Polo del ‘900; Fondazione KAINON ETS
Obiettivi generali e specifici
La ricerca-azione ha puntato a migliorare l’esperienza utente e favorire una convergenza tra i due sistemi. Il progetto si è inserito nel quadro dello sviluppo di ecosistemi digitali integrati per la valorizzazione del patrimonio archivistico, bibliotecario e museale, con l’obiettivo di definire un modello di analisi dei pubblici digitali MAB, focalizzandosi su 9centRo e AMA Gramsci e sulle loro aree di convergenza. I risultati della ricerca hanno costituito la base per un percorso partecipativo di confronto e formazione tra archivisti, bibliotecari e operatori culturali del Polo del ‘900, promuovendo un approccio collaborativo, competenze di analisi critica e capacità di problem solving. Gli obiettivi specifici sono stati:
- Osservare i pattern di comportamento degli utenti nell’interazione con i chatbot AI (AMA Gramsci).
- Rafforzare la conoscenza dei pubblici digitali (motivazioni, aspettative, benefici).
- Individuare elementi utili allo sviluppo futuro delle piattaforme, basandosi sui reali bisogni degli utenti.
Approccio di ricerca-azione
Il progetto ha adottato un approccio partecipativo per analizzare i pubblici e favorire l’integrazione tra le piattaforme 9centRo e AMA Gramsci. Ha combinato strumenti qualitativi e quantitativi, tra cui analisi documentale, dati digitali e test di usabilità. Ha utilizzato focus group, questionari e strumenti come eye tracker per monitorare i comportamenti di navigazione. Attraverso interviste e User Journey Mapping, ha consentito la defizione di tipologie di utenti e percorsi integrati. L’obiettivo è stato migliorare l’esperienza utente e promuovere la convergenza tra i due sistemi. Le attività si sono concentrate su usabilità, comportamento e segmentazione dei pubblici.
Output attesi
- Sviluppo di un modello replicabile per l’analisi dei pubblici digitali e l’integrazione tra piattaforme culturali, a partire dai casi studio di 9centRo e AMA Gramsci.
- Analisi dei comportamenti reali degli utenti tramite dati quantitativi, interazioni con chatbot e test di usabilità.
- Mappatura dei percorsi di navigazione con strumenti come eye tracking e visualizzazione tramite User Journey Map dedicata al contesto MAB.
- Elaborazione di strategie operative per migliorare l’efficacia, l’accessibilità e l’inclusività delle esperienze digitali nei contesti museali, archivistici e bibliotecari.
Risultati e legacy
Il progetto ha permesso di raccogliere un patrimonio significativo di dati qualitativi e quantitativi sui comportamenti dei pubblici digitali e sulle modalità di utilizzo delle due piattaforme. L’analisi ha consentito di individuare pattern ricorrenti di comportamento, bisogni informativi e criticità nell’esperienza utente, fornendo indicazioni utili per il miglioramento dei servizi digitali. Tra gli output principali figurano la costruzione di una Digital Journey Map in ottica MAB e l’elaborazione di raccomandazioni per l’impiego dei chatbot in ambito archivistico e per lo sviluppo di piattaforme digitali dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Oltre ai risultati direttamente collegati alle due piattaforme analizzate, il progetto ha prodotto un modello metodologico replicabile, basato sull’integrazione di strumenti di analisi quantitativa e qualitativa e su un approccio partecipativo. Le metodologie sperimentate e le raccomandazioni prodotte potranno essere riutilizzate e adattate da altre istituzioni culturali interessate a progettare servizi digitali più accessibili, efficaci e centrati sui bisogni dei propri pubblici.





