Il progetto si è interrogato sul trattamento di risorse non documentarie conservate all’interno di unità archivistiche – beni bibliografici, fotografie, oggetti di tipo museale – secondo un modello concettuale “risorsa in risorsa”. Tramite il ripensamento di pratiche catalografiche, il collegamento tra standard e piattaforme descrittive, impiego di AI e scansione 3D, si è voluto valorizzare il potenziale informativo, le specificità di dominio e le interconnessioni di oggetti culturali e digitali diversi che condividono il comune contesto archivistico.
Obiettivi generali e specifici
Il progetto ha voluto valorizzare le risorse non documentarie degli archivi attraverso nuove modalità di rappresentazione digitale, che integrino dati bibliografici, fotografici e materiali nel loro contesto. Si è proposto di ripensare inventariazione e catalogazione con un modello “annidato” che assicuri una descrizione accurata e la metadatazione delle digitalizzazioni, mantenendo il vincolo archivistico. L’obiettivo è stato rendere accessibili materiali ad alto valore informativo e proporre contenuti digitali su diversi aggregatori culturali.
Approccio di ricerca-azione
Il gruppo ha selezionato un campione di materiali non documentari dagli Archivi di Stato e ha analizzato gli standard di settore per sviluppare strategie di catalogazione e metadatazione uniformi. È stato sperimentato un modello di dati “resource within resource” per integrare descrizioni non archivistiche all’interno di quelle archivistiche, mantenendo le relazioni di contesto. Sono state studiate modalità di associazione tra livelli descrittivi e oggetti digitali, con l’elaborazione di un modello di authority integrata. Sono stati inoltre creati record di test e definite strategie di esposizione dei dati sulle piattaforme MAB, applicando anche sistemi di AI per classificazione e indicizzazione. Infine, è stata valutata la fattibilità dell’uso di tecnologie 3D per valorizzare i legami tra risorse e unità archivistiche.
Output attesi
- Scheda descrittiva integrata per oggetti non documentari, adattabile a diverse tipologie.
- Modello concettuale di integrazione tra sistemi descrittivi differenti (ISAD, SBN, EDIT16, Manus Online, ACNP), con esposizione dei dati verso i rispettivi cataloghi.
- Guida alle buone pratiche e report di sperimentazione sul modello e sulla piattaforma X-Dams, con diffusione dei risultati tramite articoli scientifici e partecipazione a convegni.
Risultati
Il gruppo ha messo a punto due diverse ipotesi di tracciato per la catalogazione nel Sistema informativo archivistico SIA di beni bibliografici e storico-artistici. Allo stesso modo, lo studio informatico ha dimostrato come concretamente percorribili le strade della ‘cattura’ e dell’importazione in SIA di dati presenti nei record bibliografici di OPAC SBN e di SIGEWEB, in ottica di interoperabilità tra piattaforme di domini diversi. In tal modo, laddove si debba descrivere una risorsa già catalogata in altro portale di settore, sarà possibile importarne i dati in SIA.
Legacy e trasferibilità
L’esigenza, comune a molteplici Istituzioni, di riportare alla luce il patrimonio ibrido sommerso negli archivi si traduce nella necessità, altrettanto condivisa, di indicazioni procedurali il più possibile uniformi. La redazione di linee guida e la pubblicazione dei tracciati specifici delle risorse, utilizzabili sin da subito nella nuova piattaforma di settore archivistico SIA, si pongono come soluzione adattabile a qualsiasi soggetto conservatore.



