Il tema della gamification nel settore culturale è ormai ampiamente discusso. Da tempo, musei, archivi e biblioteche sperimentano strategie ludiche e interattive per coinvolgere i pubblici, sia in presenza che online. In questo contesto, la gamification è diventata uno strumento progettuale centrale nella costruzione di esperienze culturali partecipative, capaci di attivare curiosità, esplorazione e ingaggio emotivo.
Accanto a questo filone ormai consolidato sta emergendo con forza un altro ambito di applicazione: la gamification come metodologia formativa. Non si tratta più soltanto di progettare esperienze per il pubblico, ma di utilizzare meccaniche e dinamiche di gioco all’interno dei percorsi di apprendimento, in particolare nella formazione dei professionisti della cultura. La logica è quella dell’imparare facendo, attraverso ambienti interattivi, sfide, narrazioni e obiettivi che rendono il processo formativo più coinvolgente, riflessivo e partecipato.
Proprio per rispondere alla crescente necessità di formare professionisti e professioniste capaci di progettare esperienze culturali innovative, il progetto Dicolab. Cultura al digitale, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, propone quattro corsi online gratuiti e certificati che utilizzano la gamification come metodologia formativa.
Questi percorsi sono già disponibili sulla piattaforma della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
4 percorsi sulla gamification nella formazione culturale
I quattro percorsi attivi offrono approcci e strumenti diversi, ma condividono l’idea che la formazione debba essere un’esperienza trasformativa, in grado di stimolare creatività, collaborazione e spirito critico. La gamification, in ciascun percorso, è integrata come leva per apprendere facendo, progettare in modo immersivo e costruire narrazioni culturali più moderne.
1. Futures Literacy e Content strategy per il patrimonio culturale
Fa parte del Percorso: Content strategy e futures studies per il patrimonio culturale
A cura di Sandro Debono
Può sembrare paradossale, ma immaginare il futuro è una competenza strategica. Questo corso introduce la Futures Literacy come strumento per progettare contenuti culturali digitali orientati al domani. L’obiettivo? Aiutare chi lavora nella cultura a pensare non solo all’oggi, ma a ciò che verrà: come cambierà il pubblico? Come si evolveranno le tecnologie? Quali saranno le esigenze culturali del futuro?
Il percorso si sviluppa attraverso un formato narrativo immersivo, guidato da un tutor virtuale chiamato Arthur, che accompagna i partecipanti in un viaggio tra scenari futuri. Grazie all’approccio gamificato si esplorano visioni alternative, si progettano soluzioni e si riflette insieme su come rendere il patrimonio culturale sempre più sostenibile, accessibile e condiviso.
2. Storytelling partecipativo: soluzioni e strumenti per il coinvolgimento delle comunità patrimoniali
Fa parte del Percorso: Digital Storytelling per il Patrimonio Culturale
A cura di Elisa Bonacini, con il contributo di Emilio Casalini
Dal racconto individuale alla narrazione collettiva. Questo corso accompagna i partecipanti in un’esperienza di scrittura collaborativa di itinerari culturali, ispirata al concetto di museo partecipativo di Nina Simon.
Attraverso l’analisi di due piattaforme (izi.TRAVEL per la creazione di audioguide e Loquis per il geopodcasting) il corso mostra come il digitale possa diventare un potente alleato per valorizzare le voci delle comunità e raccontare il patrimonio in modo inclusivo e dinamico.
E il cuore dell’esperienza? È un game narrativo. I partecipanti diventano protagonisti in prima persona, affrontando un percorso a tappe tra le “isole della conoscenza”. Tra quiz, ostacoli e missioni da superare, ogni fase mette alla prova la capacità di applicare strumenti e concetti appresi. Solo chi completa il viaggio con successo ottiene la qualifica di storyteller digitale (l’immagine in alto mostra “Le isole della conoscenza”, una schermata del game “Storytelling partecipativo: soluzioni e strumenti per il coinvolgimento delle comunità”).
3. Gaming e tecnologie immersive per il patrimonio culturale
Fa parte del Percorso: Gamification per la cultura digitale
A cura di Fabio Viola
Dallo storytelling allo storydoing: questo corso è un vero e proprio laboratorio per progettare esperienze culturali interattive, sfruttando tecnologie avanzate come videogame, realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale.
Sappiamo bene che la cultura non si ferma ai confini fisici di un museo. Oggi può essere vissuta anche in ambienti interamente digitali, progettati per offrire esperienze immersive e accessibili ovunque. Questo corso introduce Artsteps, una piattaforma gratuita che consente di realizzare mostre virtuali in 3D direttamente dal browser, senza installare software.
Grazie a una guida passo dopo passo, i partecipanti imparano a creare spazi espositivi personalizzati, inserire contenuti multimediali (immagini, video, testi, oggetti 3D) e costruire tour guidati da condividere online. Il risultato? Una mostra visitabile da chiunque, in qualsiasi momento, anche in realtà virtuale.
4. Gaming e Beni culturali
Il videogioco è oggi un linguaggio culturale capace di valorizzare il patrimonio artistico attraverso esperienze immersive e interattive. Sempre più musei lo adottano per coinvolgere nuovi pubblici: secondo un report, oltre il 50% dei giovani visitatori è disposto a pagare per contenuti digitali di qualità come app, realtà aumentata e percorsi gamificati.
Da queste premesse è nato il percorso formativo “Gaming e Beni Culturali – Progettare esperienze interattive per il patrimonio”, promosso con IIDEA, per formare professionisti capaci di integrare il videogioco nei processi di valorizzazione culturale.
La struttura del percorso prevede quattro incontri online su game design, storytelling e gestione dei progetti (tra ottobre e dicembre 2025) e a la Winter School (febbraio-marzo 2026) con laboratori in presenza a Reggio Calabria e Bologna con sviluppo di concept videoludici e pitch finale.
Modalità di partecipazione
La partecipazione ai corsi è gratuita e aperta a tutti. Ogni modulo prevede contenuti online fruibili on-demand: video-lezioni, materiali di approfondimento e, al termine, una prova di valutazione per ottenere una certificazione digitale (Open Badge).
Per accedere ai corsi è necessario iscriversi alla piattaforma FAD della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.


